Nel nome di Allah, il Misericordioso, il Benevolo

ISLAMSHIA

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4 Settembre 2010 25 Ramaďan 1431
 

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I Versetti Chiari e i Versetti Ambigui

I versetti del Sacro Corano possiedono due tipologie: quelli chiari (muhkam) e quelli ambigui (mutashabih):

“Egli è Colui che ti ha rivelato il Libro: alcuni dei suoi versetti sono chiari, e sono la Madre del Libro, mentre altri sono ambigui”( Sura Ali ‘Imran, 3:7).

I versetti chiari sono quelli il cui significato non può essere frainteso in quanto sono assolutamente espliciti, mentre i versetti ambigui sono quelli che possono possedere più significati; in altre parole, il significato di un versetto chiaro si comprende immediatamente, mentre ciò non avviene nel caso di un versetto ambiguo: per questo motivo, al fine di comprendere i versetti ambigui, sarà necessario il ricorso ad uno o più versetti chiari.

Iddio dice inoltre che i versetti ambigui sono la “Madre del Libro”. Il termine Arabo “Madre” nel suo senso lessicale indica una cosa nei confronti della quale un’altra cosa ritorna. In questo contesto si tratta di un tipo di ritorno particolare: una parte che ritorna al suo intero o alla sua origine. Di conseguenza il termine “Madre” nel versetto citato vuole indicare il ritorno dei versetti ambigui ai versetti chiari.

Degno di nota è inoltre il fatto che le tre parole in Arabo che fanno riferimento ai versetti chiari sono tutte in forma plurale, e tutte sono equiparate ad una singola entità (vale a dire l’espressione “Madre”). Ciò indica che i versetti chiari possiedono tutti una singola realtà. Alcuni sapienti la considerano essere il monoteismo (tawhid)1.

Di seguito citeremo alcuni esempi dove faremo ricorso ai versetti chiari onde spiegare quelli ambigui.

Iddio disse al profeta Musa (as): “Affinché tu giunga innanzi ai Miei occhi”. (Sura Ta Ha, 20:39).

E disse al profeta Nuh (as): “Costruisci l’Arca innanzi ai Nostri occhi”. (Sura Hud, 11:37).

Altri versetti simili che vengono menzionati sono i seguenti:

Invero coloro che ti giurano fedeltà, giurano fedeltà a Iddio e le mani d’Iddio sono sopra le loro mani”. (Sura al-Fath, 48:10).

“Gli Ebrei hanno detto:- Le mani d’Iddio sono incatenate-. Siano incatenate le loro mani e siano maledetti per quello che hanno detto. Le Sue mani sono libere ed Egli dà a chi vuole”( Sura al- Ma’idah, 5:64)

e

“A Iddio appartiene l’Oriente e l’Occidente, quindi dovunque vi volgiate, ivi vi è il volto d’Iddio” (Sura al-Baqarah, 2:115).

Tutti questi versetti rimarranno sempre ambigui salvo che non siano spiegati alla luce del seguente versetto chiaro:

“Niente possiede la Sua somiglianza”. (Sura ash-Shura, 42:11).

Altri versetti menzionano la presenza d’Iddio, come i seguenti:

“E verrà il tuo Signore con gli angeli in file”( Sura al-Qasas, 28:88)

e

“Non aspettano altro che Iddio giunga loro nell’ombra delle nuvole con gli angeli”. (Sura al-Fajr: 89:22).

Anche questi versetti sono stati spesso incompresi ed alcuni hanno creduto che Iddio comparirà fisicamente il Giorno della Resurrezione davanti ai credenti; ma se paragoniamo quanto abbiamo citato con il versetto che descrive come Iddio abbia distrutto il piano degli Ebrei di uccidere il nobile Profeta (S), risulterà evidente che la “venuta” d’Iddio faccia riferimento alla manifestazione della Sua gloria e del Suo potere:

“Credevano che le loro roccaforti li mettessero al sicuro da [la rabbia di] Iddio, ma giunse Iddio mentre non se Lo aspettavano e immise il terrore nei loro cuori”. (Sura al-Hashr, 59:2).

L’ultimo esempio che citiamo riguarda il versetto seguente:

“In quel Giorno [alcuni] volti splendenti guarderanno il loro Signore”. (Sura al-Qiyamah, 75:22-23).

Tale espressione viene meglio compresa dopo aver preso in considerazione un altro versetto:

“Disse [Musa]:- Mio Signore! MostraTi a me affinché riesca a VederTi!-. Disse [il suo Signore]:- Tu non mi vedrai-”. (Sura al-A’raf, 7:143).

Alcune persone2 hanno interpretato questo versetto affermando che l’impossibilità di vedere Iddio sia solo in questo mondo ma, ovviamente, non esiste nessuna evidenza a supporto di tale dichiarazione. In verità la visione d’Iddio dei credenti nel Giorno della Resurrezione sarà di una natura completamente differente di quella degli occhi fisici, poiché Iddio ha detto:

Gli sguardi non Lo raggiungono”. (Sura al-An’am, 6:103).

Tale visione è piuttosto quella del cuore, e non quella degli occhi.

Se riflettiamo sugli scismi e sulle divisioni settarie in seno all’Islam che hanno avuto luogo sin dalla dipartita del nobile Profeta (S), e cerchiamo di scoprire le cause di tali divergenze, noteremo che la maggior parte di essi è il risultato di aver voluto seguire i versetti ambigui ed averli interpretati in accordo a canoni non intesi da Iddio il quale ha detto:

Coloro che hanno una malattia nei propri cuori seguono ciò che è ambiguo cercando la corruzione e la sua interpretazione originale”. (Sura Ali ‘Imran, 3:7).

Ogni setta è, infatti, in grado di provare il suo credo dai versetti coranici. Un gruppo prova che Iddio possiede un corpo fisico, un altro che l’essere umano non possiede il libero arbitrio, un altro ancora che l’essere umano possiede una libertà assoluta indipendente dal volere divino, altri provano che i profeti abbiano commessi peccati ed errori, tutti citando versetti a loro favore. Tutto ciò è il risultato di aver seguito i versetti ambigui senza aver fatto ritorno a quelli chiari.

In realtà se tutta l’umanità avesse avuto la stessa capacità di comprensione del nobile Profeta (S), nessuno avrebbe mai percepito versetti ambigui nel Sacro Corano, ma a causa delle svariate capacità intellettuali presenti nelle genti, si pone il presente problema. Il nodo cruciale di questa discussione è contenuto nel versetto seguente:

“Egli fa scendere l’acqua dal cielo, e le valli si inondano secondo la loro capienza e la corrente trasporta schiuma gorgogliante, una schiuma simile a ciò che si fonde sul fuoco per trarre gioielli e utensili. Così Iddio propone le metafore del vero e del falso  e si perde la schiuma e resta sulla terra ciò che è utile agli uomini. Così Iddio propone le parabole”. (Sura ar-Ra’d, 13:17).

In questo versetto emergono diversi spunti interessanti: le gocce di pioggia in sé stesse non contengono nessuna traccia di impurità e, se contenute in un contenitore pulito, rimangono incontaminate. In maniera simile i versetti del Sacro Corano sono stati rivelati nel cuore del nobile Profeta (S) con una chiarezza distintiva senza possibilità alcuna di incomprensione; soltanto nel momento in cui la pioggia è diventata parte dei corsi d’acqua che scorrono nella terra sporca che appare la sporcizia. Così quando i versetti coranici vengono esposti ai cuori e alle menti che non sono pure, sorge la possibilità dell’impurità dei versetti e dell’errore. Ogni vallata e pianura porta l’acqua in accordo alla propria capacità lasciandosi dietro la propria purezza originale. Similmente ogni persona apprende gli insegnamenti del Sacro Corano in accordo alla propria capacità. I versetti ambigui fanno parte del Sacro Corano, ma la loro ambiguità può essere facilmente dispersa analizzando i versetti chiari.       

 


1 Amuli, Qur’an dar Qur’an, vol. 1, p. 403.

2 Tra cui vedi: Tafsir al-Kabir, esegesi del versetto 6:103.

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