Ogni giorno è Ashura, oggi Gaza è Karbala!

In questi giorni ci apprestiamo ad iniziare le tradizionali cerimonie di dolore e lutto che celebrano l’inizio del mese di Muharram, mese nel corso del quale, nell’anno 61 dell’Egira (corrispondente all’anno 680 gregoriano), si ripercore e rivive la lotta ed il messaggio dell’Imam Husayn (as) e di un manipolo di suoi parenti e seguaci nei confronti dell’ingiustizia, dell’oppressione e dell’arroganza rappresentata dal califfo illegittimo Yazid e dal suo potente e criminale esercito.
La storia del figlio di Husayn ibn ‘Alì (as) ed il suo martirio nella piana di Karbala, nell’attuale Iraq occupato, tocca il cuore di chiunque la ascolti o legga. E' la storia di un uomo che ha, come suo padre e suo nonno prima di lui, un immenso amore per Dio e per le Sue creature.
L’Imam Husayn (as) si sollevò, alla guida di meno di cento fedeli ed eroici compagni, contro un empio e ingiusto governante, che voleva imporre su chiunque, sullo stesso nipote del Profeta Muhammad (S), il suo volere perverso e demoniaco, e fronteggiò senza timore nè dubbi un esercito di trentamila uomini che voleva costringerlo alla sottomissione: “Ben lontana è da noi la viltà!” fu il grido del puro Imam Husayn (as).
L'Imam Husayn (as), pur conoscendo il rischio e le difficoltà, ha dato vita al suo movimento eterno ed era fermamente convinto della sua scelta, dicendo: "Anche se non ci fosse sicurezza e rifugio per me in nessuna parte del mondo, mai mi sottometterò a Yazid".
E in un'altra parte diceva: "Giuro su Dio, mai stringerò le loro mani abiettamente e mai scapperò da loro come uno schiavo."
E diceva ancora: "Io considero felicità la morte sulla via di Dio e considero perimento la vita insieme agli oppressori".
Per alcuni giorni, prima della loro morte, l’Imam Husayn (as), la sua famiglia ed i suoi seguaci, che avevano raggiunto da Mecca la piana deserta di Karbala, sono stati circondati dall’esercito di Yazid, che ha impedito loro di uscire. Ad essi è stato negato il cibo, l’acqua, finchè non sono diventati deboli e disidratati. Quando i comandanti dell’esercito di Yazid hanno finalmente visto che erano troppo deboli per combattere, hanno scatenato l’intero loro esercito contro l’Imam Husayn (as), la sua famiglia ed i 72 suoi seguaci, non risparmiando neppure il figlio dell’Imam di sei mesi.
La storia di Karbala è la storia di un potere usurpatore demoniaco, basato sulla corruzione e la malvagità, rappresentato da Yazid ibn Muawiya, che utilizzò come tattica per distruggere la legittima autorità di Dio e degli uomini giusti e servi di Dio sulla Comunità Islamica, la restrizione di circolazione, la negazione di cibo e acqua, l’impedimento delle cure per i feriti, tra i quali bambini. Queste pie e nobili persone, la famiglia ed i sostenitori dell’Imam Husayn (as), subirono l’assalto finale da parte dell’esercito di Yazid, brutalmente assassinati e lasciati morire nel campo di battaglia. Perfino i loro corpi non furono risparmiati dall’oltraggio e l’ingiuria. I familiari superstiti dell’Imam Husayn (as) furono fatti sfilare fino alla capitale, da Yazid, dove la sorella dell’Imam, Zeinab, era incatenata e spogliata dell’abito islamico.
Contrariamente a quanto Yazid aveva sperato, ha celebrato la vittoria ed il consolidamento del suo potere per un misero giorno. Il popolo, quando vide lo stendardo dell’Imam Husayn (as) e del suo movimento, le loro teste issate su lance, la sua famiglia imprigionata e umiliata, la coraggiosa protesta di Zeinab di fronte a Yazid, la vigliaccheria e apatia della gente musulmana, ed il brutale assassinio di suo fratello, pianse, urlò e comprese che l’Imam, il nipote del Profeta Muhammad (S), uomo nobile, pio e giusto, era stato così brutalmente martirizzato per la salvaguardia dell’Islam e dei valori umani, per il loro bene e quello dei principi divini.
Il contesto politico di Karbala ha perso gran parte della sua rilevanza per l'odierna generazione di musulmani, molti dei quali vivono in paesi non musulmani, o in nazioni e stati musulmani di governi eletti o monarchi. Il califfato ha cessato di esistere. Tuttavia gli aspetti umanitari della vicenda continuano a perseguitare le anime dei musulmani fino ad oggi, e noi meditiamo sul significato del martirio dell’Imam Husayn (as), il trattamento infame e vile a cui lui e la sua famiglia furono sottoposti a Karbala.
Come dobbiamo riflettere su quanto accaduto a Karbala, dovremmo riflettere anche su ciò che sta accadendo alla Comunità Islamica contemporanea, oggi, e chiederci “Perchè?” Dobbiamo guardare al mondo islamico, e vedere se ci sono dei modelli che potrebbero suggerire che vi è una Karbala che ha luogo oggi e, come i musulmani al tempo dell’Imam Husayn (as), se stiamo forse ignorando, o mancando di rispondere alla chiamata a difesa e sostegno nella lotta contro i nemici dell’Islam, nel loro tentativo di rimuovere qualsiasi parvenza di autorità islamica su questa terra, e che quotidianamente negano ai musulmani diritti civili ed umani riconosciuti come inalienabili per le altre persone.
Oggi vi è un luogo dove un legittimo governo musulmano è stato eletto. C’è un luogo dove il governo, e le persone che lo hanno votato, sono stati isolati e imprigionati, e a cui vengono negati cibo ed acqua, proprio come a Karbala. Proprio come durante il tempo del massacro di Karbala, la gente del mondo islamico lamenta oggi la corruzione dei loro governi, la loro avidità, la loro repressione e la loro collaborazione con i nemici dell’Islam. Rispondendo al grido dei loro popoli contro gli Yazid del nostro tempo, i movimenti islamici hanno cercato di ripristinare il diritto del popolo musulmano attraverso un governo ispirato dall’Islam. Dopo l’accerchiamento, l’impedimento che ogni genere di aiuto, conforto e sostegno possa raggiungere la popolazione inerme ed oppressa, dopo una vergognosa e criminale propaganda mediatica, una carneficina è iniziata.

Oggi Karbala è a Gaza.
Guardando al regime di Israele, ed al sostegno che riceve dalla quasi totalità dei governi arabi nella sua persecuzione e genocidio in corso a Gaza, non ci troviamo di fronte ad una questione di conflitti fra razze, e neanche fra religioni. La questione di oggi è, come a Karbala, chi ha diritto di guidare e tutelare la Ummah Islamica? E’ Israele? Sono gli Stati Uniti, o le Nazioni Unite, o la corruzione dei governi arabi che hanno sostenuto e aiutato i loro padroni americani e israeliani e li assistono nell’uccidere, torturare ed eliminare lentamente, la popolazione musulmana e cristiana di Gaza?
Oggi Gaza è Karbala. Dove sono i sostenitori della alleanza di Abramo, e il diritto dei movimenti islamici ad esistere, e presentare proposte per la guida della Ummah Islamica? E’ questa l’esemplare “democrazia” di Stati Uniti e Israele? Dove sono la lealtà e l’impegno verso l’Islam dei capi arabi che sono oggi chiamati a normalizzare le relazioni con Israele, mentre il regime sionista pratica la pulizia etnica ed il genocidio nei confronti della popolazione di Gaza? Hanno essi il diritto di guidarci, controllare le nostre ricchezze, vendere le nostre vite in cambio di aiuti e dell’accettazione da parte di Israele e Stati Uniti come amici e alleati?
E’ giunto il momento che i musulmani si assumano le proprie responsabilità nel fare cessare l’illegale assedio di Gaza. Dobbiamo agire per salvare il popolo di Gaza, rompere l’assedio non solo su questo lembo di terra, ma ovunque nel mondo gli oppressi vengano uccisi, torturati, umiliati, privati dei loro diritti.
Oggi è il nostro turno di rispondere alla chiamata dell’Imam Husayn (as). Chi andrà a Karbala? Chi sarà al fianco di un milione e mezzo di persone che a Gaza soffrono e vengono annientate lentamente perchè hanno votato un movimento islamico al governo? Chi sarà al fianco del Sacro Corano che dice che dobbiamo opporci a quelli che uccidono e privano la gente dei loro diritti, e affamano volontariamente persone innocenti solo perchè non condividono le loro idee o visione del mondo?
Oggi, proprio come in quei giorni che ogni anno commemoriamo con tristezza e partecipazione, la questione è: chi aiuterà la gente della Karbala di oggi, e chi rimarrà sordo, muto e cieco di fronte al crimine orrendo che ha luogo?

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